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Sul corso selvaggio del Livenza
Sembra che inavvertitamente la linea di
confine tra Veneto e Friuli si sia
discostata dal limite naturale del corso del
Livenza per includere le terre di Meduna
nella Provincia di Treviso.
E la storia del
paese conferma il suo essere conteso tra le
due regioni, fin dai tempi del patriarcato
di Aquileia, che attorno all'anno Mille vi
fece costruire un avamposto ed un castello.
Una storia legata alle vicende dei Signori
di Meduna e della loro fortezza, passata di
mano in mano e per molti anni dimenticata,
prima che un restauro ne ripristinasse
l'agibilità e la destinasse a sede
municipale. In realtà ciò che oggi visitiamo
è un edificio che dell'originale castello ha
ben poco, da quando, agli inizi del
Cinquecento, i veneziani Michiel lo
trasformarono in palazzo lasciando alcuni
resti del castello visibili sul lato
sud-est.
Il rapporto della città con il fiume Livenza
non fu sempre facile. La posizione
strategica rendeva il paese oggetto di
scorrerie, e le frequenti inondazioni
danneggiavano i fiorenti raccolti.
Oggi invece Meduna è uno dei punti di
partenza ideali per andare alla scoperta di
questo splendido corso d'acqua. Esso è
navigabile per lunghi tratti, e riserva
scorci di natura pressoché selvaggia, un
eccezionale eco-sistema frequentato da trote,
temoli, granchi e gamberi di fiume, picchi
neri, aironi rossi e cormorani. |